In Promuovi la tua opera

di Jessica Strawser

Traduzione di Ilaria Guerra

 

A noi scrittori consigliano spesso di “trovare una tribù”, di comunicare tra di noi, di fare network, di farci conoscere. A volte però ho la sensazione che molti aspiranti scrittori – e persino quelli già pubblicati – non ne comprendano appieno l’importanza, sia a livello creativo sia professionale, e che prima si comincia a farlo e meglio è.

Soprattutto nel periodo che precede la pubblicazione di un libro, dobbiamo impegnarci su diversi fronti: pensare al prossimo manoscritto, promuovere quello in uscita, combattere quella sensazione costante di aver dimenticato qualcosa.

In quel periodo, poi, ci accorgiamo di quanto siano importanti i colleghi scrittori: per quanto mi riguarda, mi hanno addirittura ricordato certe cose che altrimenti sarebbero andate nel dimenticatoio, e vi assicuro che la giusta tribù nel momento giusto farebbe lo stesso anche per voi.

Cominciamo dalle basi:

 

Dove trovare (o ampliare) la propria tribù?

Provate innanzitutto con i gruppi di scrittura e i laboratori nella vostra zona, le organizzazioni dedicate al genere che vi interessa (romance, mystery, ecc.), i gruppi Facebook, le chat di Twitter; seguite i blogger che vi piacciono e/o conferenze/corsi.

Se siete agli inizi, non strafate: concentratevi su pochi contatti, ma che siano significativi, e vedrete che questi ne porteranno quasi sicuramente altri.

 

Cosa dovreste trovare in una buona tribù?

Cercate di mettervi in contatto con scrittori al vostro livello (è un modo valido per scambiarsi esperienze ed errori), sopra al vostro livello (non vorrete finire nella trappola del cieco che guida un altro cieco), e anche con i principianti (è bello dare e ricevere).

 

Cosa realmente possono offrirvi gli altri scrittori, quindi, rispetto al vostro solito network di familiari e amici volenterosi?

 

  1. I colleghi scrittori sanno quanto può essere complicato promuovere se stessi.

Dobbiamo tutti costruirci delle piattaforme, giusto? Prima, durante e dopo la pubblicazione. Ma è più facile a dirsi che a farsi.

Sapevate, per esempio, che se affidate la vostra vita autoriale su Facebook a una pagina pubblica (come fanno molti autori) piuttosto che a un profilo personale, i misteriosi algoritmi di Facebook la tratteranno come un’azienda, rendendo visibili i vostri post alla maggioranza dei vostri fan soltanto se quei post avranno ricevuto dei “like” subito dopo la pubblicazione?

Ve ne accorgerete presto, quando avrete creato la vostra pagina e vi sarete abituati al suono delle notifiche. Gli scrittori sanno bene come funziona e sono sempre pronti a scambiarsi like sui post.

Questo non vale solo per Facebook, ovviamente. Una volta che avrete scoperto come ci si sente a twittare nell’abisso, vedrete che gli altri scrittori saranno felici di dispensarvi anche cuori e retweet.

 

  1. I colleghi scrittori si fanno le vostre stesse domande.

Questo pitch vi coinvolge? Qualcuno conosce un editor di quella rivista? Cosa diavolo sono gli ex libris e dovrei ordinarne qualcuno? Anche chi ha un agente o un editore, magari non se la sente di chiedere tutto a lui. In effetti, vi capiterà di avere delle domande, diciamo, non particolarmente brillanti (chi, io?).

Con gli altri scrittori potrete discutere di qualsiasi argomento, soggettivo o specifico che sia, dai titoli dei blog, alle esperienze con gli editor freelance, fino agli svantaggi che causano le imprecazioni nei dialoghi. Anche quando non esiste una risposta giusta, le prospettive offerte sono comunque ottimi spunti di riflessione. A volte basta anche solo sapere di non essere l’unico a brancolare nel buio.

 

  1. I colleghi scrittori hanno anche qualche risposta.

Una dritta su una stampante conveniente per gli ex libris? Voilà. Quella conferenza costosissima vale la pena? Qualcuno ci è già stato e ce lo può dire.

 

  1. I colleghi scrittori sanno quale tipo di sostegno è più importante.

Non fraintendetemi, ho una famiglia e degli amici fantastici, ma certe cose i genitori proprio non le capiscono. La tribù invece sì.

Cosa direbbero famiglia e amici: quand’è che esce il tuo libro, allora?

Cosa direbbero i colleghi scrittori: ho visto che fai un altro giveaway su Goodreads! Ho partecipato, così tutti quelli del mio feed lo vedono – poi ovviamente lo preordino lo stesso. Solo due mesi, ci pensi? La tua newsletter è fatta molto bene, a proposito. Hai qualche consiglio su Mailchimp?

 

Cosa direbbero famiglia e amici: oh cielo, stai ancora correggendo quella roba?

Cosa direbbero i colleghi scrittori: come sono le tue bozze? Le mie sono appena arrivate e ho trovato un errore orripilante a pagina 1 (!). Non so se mi sentirò mai pronto a consegnare questa roba! Però ti assicuro che il tuo nome nei ringraziamenti l’ho scritto bene.

 

Cosa direbbero famiglia e amici: il tuo libro sta per uscire, sei emozionato? Scommetto che diventerai famoso!

Cosa direbbero i colleghi scrittori: il tuo libro sta per uscire, come stai? Ti ho raccomandato a questo blog grandioso con cui collaboro, per scrivere qualche articolo, quindi controlla se ti arriva una mail da una certa Katia! Mi sono segnato sul calendario l’uscita del libro così andrò subito a postare la mia recensione su Amazon.

 

  1. I colleghi scrittori vi ricordano che fate parte di qualcosa di meraviglioso.

Quando contattai un certo autore di bestseller che avevo incontrato solo di sfuggita – e con una certa ansia, direi – per chiedergli se potesse interessargli leggere una ARC del mio libro e magari lasciarmi un blurb nel caso lo trovasse valido, non ero decisamente preparata al garbo della sua risposta.

Non solo disse di sì, ma mi assicurò altresì che un invito del genere non è un fastidio da aggiungere alla to do list, quanto piuttosto una fantastica opportunità di leggere qualcosa di grandioso in anticipo rispetto al resto del mondo. Quando vi sembra di elemosinare favori e vi sentite dire invece che non si tratta di un favore ma di un’opportunità, state ricevendo allo stesso tempo una gentilezza e un dono.

Trovare una tribù non serve solo per avere un supporto quando ne avete bisogno. Si tratta di partecipare attivamente a una community meravigliosa di cui fate parte anche voi, condividere i successi, leggere lavori che andranno sullo scaffale insieme ai vostri, e trovare allo stesso tempo nuovi amici.

 

Siamo tutti sulla stessa barca. E grazie al cielo lo siamo!

Recommended Posts
Showing 2 comments
  • Fausto
    Rispondi

    Ci sono tantissimi motivi per cui Henry Danger una delle serie pi amate dal pubblico di Super!

  • Silvio
    Rispondi

    Tutto cio venne identificato con lo spirito del nascente fascismo e per questi motivi fu portavoce di alcuni manifesti fascisti.

Leave a Comment

Contattaci

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

0

Start typing and press Enter to search