In Trova un editore

Hai finalmente concluso il tuo romanzo e hai deciso di inviarlo agli agenti (e agli editori che accettano proposte senza l’intermediazione di agenti). Così entri nel tuo account e-mail, alleghi il file con il romanzo su cui hai tanto sudato, scrivi due parole e premi invio. È fatta. Almeno credi. Il problema è che quelle due parole che hai scritto all’interno dell’e-mail potrebbero fare la differenza e non ne sei consapevole. Ora ti starai chiedendo “perché non posso semplicemente far parlare il mio romanzo?” Perché la presentazione del tuo lavoro, il breve testo che scrivi all’interno dell’e-mail, è già parte di un sistema di filtraggio. Aiuta gli addetti ai lavori a capire molto di te e del tuo lavoro.

1. Inizia con una breve introduzione in cui scrivi i dettagli essenziali del tuo lavoro (Di che genere è? È un lavoro di fiction o di saggistica? Di quante battute è?).

2. Continua scrivendo perché stai inviando la tua proposta proprio a quell’agente o a quell’editore. Puoi provare a stabilire questa connessione citando precedenti titoli rappresentati dall’agente o pubblicati dall’editore; puoi riferirti a qualcosa che l’agente o l’editore ha detto durante un’intervista online; puoi richiamare un passaggio trovato all’interno del sito internet dell’agente o dell’editore. Fai capire che non è un caso se stai mandando il tuo lavoro proprio a loro.

3. Se riesci a essere chiaro e diretto in questi primi due punti, ora è il momento di raccontare in due o tre frasi la storia che hai scritto. Sii breve e centra il punto della storia. ALLA RICERCA DI NEMO è la storia di Marlin, un pesce pagliaccio che si preoccupa praticamente di tutto. Ma quando perde suo figlio, Nemo, affronta l’oceano con i suoi pericoli pur di salvarlo e riportarlo a casa.

4. Se hai pubblicato qualche altro libro o hai vinto qualche concorso letterario, scrivi due righe su di te.

5. Concludi l’e-mail con informazioni di contatto (ricorda di metterle anche sul tuo dattiloscritto) e i saluti, senza piaggerie e in maniera professionale.

E ora inizia l’attesa. Se non ti contatta nessuno entro sei mesi, la verità è che il tuo lavoro non gli è piaciuto abbastanza o non rientrava nei loro interessi. Non contattarli.

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