In Interviste

Elisa Manzini è la testimonial del primo contest di racconti qui a Sai Scrivere. Dopo anni di esperienza come autrice televisiva, viene assunta come autrice a Comedy Central. In pochi mesi diventa casting director e capo sviluppo per i nuovi programmi. Collabora con Endemol. Nel 2010 si trasferisce a Los Angeles. Scrive due lungometraggi e continua a produrre segmenti per la TV e la radio italiana (Radio 24). Si cimenta con la scrittura anche sul web: crea una miniserie per la rete, “Hollywood Angels”. Scrive e dirige diversi cortometraggi presentati a vari festival. Nel 2013 diventa membro del prestigioso Actors Studio in qualità di drammaturgo. Per il teatro scrive gli spettacoli: “Going Down”, “It hit you when you know it” e “Tango and Love” (selezionato per il Summer Playwrights Festival di Los Angeles). Ha pubblicato per Harper Collins “Specchio, specchio delle mie brame” a cui è ispirato il nostro contest ed è in dirittura d’arrivo il suo secondo romanzo. Le abbiamo fatto qualche domanda per sapere qual è il suo approccio alla scrittura e alla lettura e se ha mai partecipato a qualche concorso letterario (e con quale risultato!)

Libro preferito?

Thérèse Raquin di Emile Zola (l’ho letto in italiano, francese e inglese e non mi stanca mai), uno dei miei autori preferiti è Chuck Palahniuk, ma potrei nominarne molti altri.

Cosa ne pensi del panorama letterario di oggi?

È eccitante e terrificante allo stesso tempo. Per un giovane autore ci sono moltissime strade per farsi conoscere (concorsi, self publishing, piccole case editrici), ma questo porta anche a una competizione spietata e forse a un livello di qualità inferiore rispetto a decenni fa.

Cartaceo o elettronico?

Mi piace la carta, il suo profumo e il fatto che un libro usato abbia un senso di vissuto che il formato elettronico non può trasmettere. Però l’e-book ha molti pregi, come la diffusione capillare e la possibilità di fare community.

Con quale autore usciresti a cena?

Possiamo fare un uscita di gruppo? JK Rowling per l’ispirazione a non mollare mai, David Sedaris per farmi due risate e Chuck Palahniuk per sentire tutte le storie incredibili che hanno ispirato i suoi libri.

Persone che ti hanno influenzato e che consideri dei mentori.

Prima tra tutti la mia professoressa del liceo che ci portava a teatro e ci consigliava libri interessanti, poi Pietro Galeotti, autore di Fabio Fazio e mio mentore quando lavoravo a Comedy Central, e devo dire tutte le persone che hanno lasciato un segno nella mia vita (alcune le trovate nei miei libri o film).

L’ultimo libro che hai letto?

Sto leggendo i racconti di Edgar Allan Poe in inglese (è un mattone di 1.026 pagine, mi ci vorrà un “Poe”).laughing

Come crei le immagini per i tuoi libri?

Prendo spunto dalla mia vita, dalle persone che conosco e che incontro oppure da fatti di vita quotidiana letti sul giornale o visti in TV (“Specchio Specchio delle Mie Brame” è stato ispirato da un documentario visto anni fa).

Quanto tempo dedichi alla revisione dei testi?

Odio le revisioni! Vorrei essere talmente brava da azzeccare il testo perfetto la prima volta, ma purtroppo non accade quasi mai. Per i miei romanzi mi affido alla mia agente o all’editore, che mi danno delle note, e cerco di rivedere il testo il più in fretta possibile. In un giorno buono posso stare al computer ore senza fermarmi, in un giorno così così dopo un’ora preferisco portar fuori il cane o andare a prendere un caffè.

Hai mai partecipato a un contest? Come è andata?

Il primo concorso a cui ho partecipato è stato quello per giovani autori a Comedy Central (allora Paramount Comedy) e ho vinto il concorso con altri 4 ragazzi. Quello è stato il momento più fortunato della mia vita e ha segnato l’inizio della mia carriera come autrice. In questo momento sto mandando alcuni dei miei spettacoli teatrali a concorsi letterari e sto ricevendo moltissimi rifiuti (per questo vorrei cenare con la Rowling, che è stata rifiutata per anni).

Alcuni dei miei cortometraggi sono stati nominati in festival cinematografici e un mio spettacolo teatrale è stato scelto per un festival a Los Angeles. Sono sempre soddisfazioni, ma non ci si può fermare mai.

Ieri sera, durante l’incontro settimanale con i drammaturghi e registi dell’Actors Studio, il moderatore ha chiesto: “Perché continuare a scrivere (in questo caso per il teatro) quando la possibilità di successo è così esile?” La risposta unanime: “Perché non possiamo farne a meno”. Ed è esattamente il motivo per cui io scrivo.

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